Roma-Real Madrid 0-2 “Real-tà”

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Dopo il tonfo con l’Udinese ci si aspettava una reazione da “Champions”, viste le precedenti uscite. Nel primo tempo abbiamo visto una buona Roma nonostante le tante defezioni dell’ultim’ora e tanti giovani in campo. Ma poi quando fallisci ghiotte opportunità come quella di Ùnder, inevitabilmente  cedi alla grandezza di squadroni come il Real Madrid. È cosi è stato.

Un Real che ha dimostrato di avere ormai la pancia piena, in crisi di risultati da un bel po. Florentino Peres farà una rivoluzione, in tanti lasceranno la camiseta blanca in estate. Nonostante ciò la Roma non ne ha saputo approfittare, cedendo il passo nel secondo tempo. Con De Rossi, Dzeko e Pellegrini in campo probabilmente sarebbe stata un’altra partita, ma è sempre facile col senno di poi. La Roma ha evidenziato i soliti problemi, inutile ricordarli. Cronici.

Nel contesto generale continua il calvario di Fazio in difesa, anche stavolta autore di una prova negativa, mentre cresce l’autostima di Zaniolo, ancora una volta dimostra grande personalità e maturità tecnico tattica. Rimandati Kluivert, Under e soprattutto Schick, un pesce fuor d’acqua. Kolarov invece ieri ha preso la squadra in mano, al contrario di Nzonzi, troppo lento e prevedibile quando si tratta di costruire. Olsen conferma di essere un ottimo portiere e che Alisson è ormai solo uno sbiadito ricordo.

Nonostante la sconfitta, la Roma comunque passa il turno in Champions grazie al Plzen che vince a Mosca. Ora la partita svolta. Domenica arriva l’Inter di Spalletti e Nainggolan, peraltro in forse per un problema muscolare. Uno riceverà una montagna di fischi, l’altro solo applausi. Ma a noi interessa solo una cosa: i tre punti, a questo punto fondamentali per il prosieguo della stagione.

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