Atalanta 2-1 Roma ‘Buco nero’

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Con l’Atalanta si può perdere. Così dicono. Problema è che abbiamo perso pure con Torino, Sassuolo e Bologna. Oltre che con una Juve rabberciata. Fuori dalla Coppa Italia. Quarto posto a -7. Problema è mentale. Così dicono. Da gennaio. Ma ce l’hanno messa tutta. Davvero. Cosi dicono.

Fonseca sembrava aver trovato la quadra tra Novembre e Dicembre. Poi maledetto panettone. Ogni anno la stessa storia. Tra gennaio e febbraio la squadra sparisce. A rischio gli obiettivi, si cerca di correre ai ripari, si cercano i capri espiatori e chi paga e’ quasi sempre l’allenatore e chi gli sta vicino. Siamo tornati a come stavamo un anno fa nel 2019. Sconfitta al derby e uscita col Porto. Di Francesco viene esonerato. Monchi lo segue a ruota.

2020. Fonseca annaspa come Eusebio. Petrachi non se la passa tanto meglio fuori campo. La squadra ha pure 2 punti in meno. Dalla ripresa a gennaio abbiamo perso col Torino in casa 0-2. La settimana dopo i granata ne hanno presi 7 in casa dall’Atalanta. Riscatto a Parma in Coppa e vittoria last minute col Genoa. Arriva poi la doppia sconfitta campionato ed in Coppa Italia con una Juve piuttosto fiacca, con 2 gol regalati nei primi 8 minuti.

Poi le tre sberle di fila. A Sassuolo prendi 4 gol e non lasci traccia. All’Olimpico il Bologna te ne fa 3 senza appello, ma adesso ne prendono 3 in casa dal Genoa, sempre senza appello. Ed ecco lo scontro diretto, quello che non devi assolutamente perdere, e che invece perdi nella ripresa dopo essere stato in vantaggio al primo tempo. Senza giocare piu’ a calcio. Senza gambe, testa e cattiveria. Una squadra morta, a parte Edin Dzeko.

Inutile dare la croce addosso a questo o quello. Come quando ce la prendevamo con Florenzi, adesso proviamo con Pellegrini. Abbiamo visto che anche cosi non e’ cambiata la musica. I problemi sono piu’ complessi. E’ la storia della Roma che ce lo insegna. Problemi strutturali interni, dalla societa’ ai giocatori, ai magazzinieri ed inservienti. Strutture di controllo, di vigilanza, di attenzione.

A questo punto e’ bene suddividere le colpe. La societa’, latitante e semi-assente sul campo di gioco. La situazione tra stadio ed imminente cambio societario. Le posizioni dei dirigenti, con tanti cambi repentini, poca continuita’, poi messi la a fare da scudo, ma poco supportati. Ma anche la qualita’ e la fame dei giocatori. E soprattutto i mezzi a disposizione per chi li sceglie. In soldoni.

Probabilmente questa rosa e’ stata sopravvalutata. O, se aveva del potenziale, non ci sono stati i presupposti per farla rendere al meglio. ma certi errori alla Spolli, Doumbia o Jonathan Silva, non andavano ripetuti. Ma se non hai i soldi, prendi comunque qualcuno che poi cerchi di utilizzare, prenderli se poi non giocano mai, non serve a nulla, solo ad innervosire tutti. Riferimento a Kalinic e’ ovvio. Sara’ pure scarso, ma se non lo metti neanche 5 min a Sassuolo o a Bergamo per cercare di pareggiare, ma cosa lo hai preso a fare? Solo un mese fa Bruno Peres era in Brasile a prendere il sole in Serie B, Spinazzola lo avevi gia’ venduto all’ Inter. A Bergamo titolari. Ma ci sara’ qualcosa che non va?

Adesso Gent e Lecce. Se qualcuno ancora non lo ha capito, Fonseca e’ a rischio. Se dovesse fallire o si dimette lui o lo mandano via. Petrachi a ruota. E cosi poi arriveranno i salvatori della patria per rimediare cio’ che adesso non e’ quasi piu’ rimediabile. Comunque sia, sempre Forza Roma.

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